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Il ricordo di Fratel Arturo Besana


Agli undici anni di frequentazione del Leone XIII come studente, ventisei ne seguiranno, dopo l’intervallo universitario, come docente: trentasette anni di Leone in tutto, penso che sia un caso unico. Mi ritrovai collega d’insegnamento, a sedici anni di distanza dal mio ultimo anno di liceo, di alcuni che erano stati miei professori: feci fatica a dar loro del tu. Al Leone, il bombardamento religioso dei miei tempi era ormai solo un ricordo. I tempi erano cambiati: c’era stato il Concilio, c’era stato il ’68, c’era stata la riforma liturgica del ’69, in sedici anni si erano verificati mutamenti che in altre epoche avrebbero richiesto secoli. I Padri erano in sofferenza, la vecchia e la nuova guardia non si capivano, alcuni Padri giovani preferirono cambiare materialmente sede, preferirono abbandonare la scuola per impegnarsi più direttamente «nel sociale», come si incominciava a dire: traballava, visti anche i risultati deludenti, l’idea stessa di scuola di ispirazione cattolica. "I ragazzi non ci ascoltano", mi disse angosciato il Padre C., Rettore dell’Istituto, nel corso del colloquio durante il quale, dopo la mia assunzione da parte del Preside, facemmo la reciproca conoscenza. 
Ci fu una riunione plenaria di tutti gli educatori, padri e docenti. Il tema era quello educativo, le nostre difficoltà, il nostro fallimento. Si susseguirono gli interventi, vennero avanzate proposte. Io tenni la bocca chiusa perché ero arrivato da poco, ascoltai con attenzione: tutto vero, tutto giusto; però avevo la sensazione che si girasse attorno al problema, che non si mettesse il dito sulla piaga. Entrai di colpo in risonanza solo alla fine, quando uno dei Fratelli coadiutori, Arturo B., si alzò in fondo alla sala e, prendendo tutti in contropiede, spiegò il disastro, con semplicità disarmante, con queste poche parole: "non vedono la nostra fede". Mi parvero, allora, parole profetiche, e adesso ne sono più che mai convinto. L’avrei abbracciato.

NdA per i leoniani: il Rettore dell'Istituto era Padre Cattaneo, il Preside era Padre Dossi.