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Da Tuttoleone 04-2016: "In affettuoso dono"


Presentiamo qui la nuova mostra bibliografica in scena al Leone (fino al marzo 2017). Una "rete di parole" che ci parla di "una rete di persone": la nostra comunità

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Parole (scritte a mano) che moltiplicano altre parole (un testo stampato). Un modo per dire ad una persona: ecco, questo libro l’ho preso proprio per te, pensando a te, e le parole che esso contiene sono le parole attraverso cui, in un modo o in un altro, io ti vedo… Le parole che voglio condividere con te…

È questa forse l’essenza stessa della dedica: è una "dedicazione", un dedicarsi, cioè un darsi, a qualcuno che ci è caro…

Ed è forse proprio questo quello che ci emoziona quando per caso ne incontriamo una, magari sulle pagine ingiallite di un vecchio libro dimenticato… Questa sua dimensione intima, il legame, unico, che essa intesse, conserva e svela, tra due irripetibili individualità…

Il libro diventa così davvero, come nel suo etimo, "corteccia": un involucro – una trama – che custodisce all’interno il cuore più prezioso: la linfa della vita, dello scambio e del dono…

Nata nel ‘500 come "ringraziamento" da parte dell’autore al mecenate che ha reso possibile la pubblicazione – una vera e propria "strategia editoriale", standardizzata nella forma e nei temi – la dedica si apre in tempi più recenti alla dimensione privata, al nostro vissuto quotidiano. Essa si inscrive così negli spazi lasciati bianchi da un testo (solitamente, nella "carta di guardia" che precede il frontespizio), rendendolo "nostro", inscrivendo nella sua storia pubblica la nostra storia personale…


Anche la nostra Biblioteca d’Istituto, tra le sue tante ricchezze librarie, contempla un fondo importante di dediche manoscritte, raccolte con cura e attenzione in questi anni dal nostro p. Giulio Besana. Si tratta infatti nella maggior parte dei casi di un tipo particolare di dediche: le dediche degli autori stessi del libro oggetto di dono. Autori celebri, in molti casi, protagonisti della storia culturale del ‘900 (bastino qui i nomi di Riccardo Bacchelli, Dino Buzzati, Lucio Mastronardi, Biagio Marin…); ma, anche, di quella politica (Giovanni Spadolini, Antonio Di Pietro). Spiccano inoltre le dediche autografe di molti gesuiti scrittori e saggisti (il dantista Giovanni Busnelli, lo storico delle religioni Pietro Tacchi Venturi, il "nostro" padre Roberto Busa, eminente tomista).

Ma una dedica, come dicevamo, oltre che un dedicante comporta un dedicatario… Anche da questo punto di vista il fondo dediche e autografi della nostra Biblioteca offre interessanti sorprese. Un nutrito gruppo di volumi è infatti dedicato ai vari padri redattori della rivista "Letture" (p. Giuseppe Valentini, p. Guido Sommavilla, p. Gaetano Bisol… ), illuminato periodico diretto dai Gesuiti in Milano dal 1946 al 1994.

A fianco di questo gruppo, troviamo le dediche ai padri Gesuiti del Leone XIII: quelle affettuose degli ex-alunni, dei confratelli, dei genitori, degli amici – tra cui, anche qui, qualche nome non sconosciuto ai più…


Una rete di parole insomma che apre una visuale privilegiata su una rete di rapporti umani: quella comunità, fatta di persone e di attenzione alla persona, che costituisce il valore profondo del nostro Istituto…

Lorenzo Pellegrinelli
Biblioteca Istituto Leone XIII